Danneggiamo i nostri reni tutti i giorni: 10 abitudini che devono cambiare immediatamente.

I reni sono due organi pari, disposti nella parte alta dell’addome, i quali, attraverso gli ureteri prima e l’uretra dopo, sono in contatto con la vescica. La loro funzione è quella di filtrare il sangue per eliminare le sostanze tossiche e garantire l’omeostasi idrico-salina dell’organismo. Durante il giorno essi sono sottoposti ad un lavoro continuativo che non cessa neanche nelle ore notturne, e per questo motivo possono facilmente subire un sovraccarico funzionale responsabile di numerosi disturbi, anche di notevole gravità.
Vi sono dieci abitudini che devono cambiare immediatamente per conservare in salute l’apparato renale.

Abitudini da eliminare per preservare la salute dei reni

1. Carenza di vitamina B6

Le vitamine del complesso B partecipano a tutti i fondamentali processi metabolici dell’organismo in quanto controllano tutte le reazioni biochimiche degli apparati.
Recenti indagini scientifiche effettuate dal medical Centre dell’Università del Maryland hanno evidenziato come un consumo di questa sostanza inferiore a 1,3 milligrammi al giorno provochi un affaticamento dei reni con diminuzione della VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare) e aumento del valore di creatinina.
Inoltre sembra che l’apparato renale, in condizioni di carenze vitaminiche, produca una minore quantità di urina nelle 24 ore, con possibile insorgenza di ritenzione idrica con fenomeni di modificazione della pressione arteriosa.

2. Carenza di magnesio

Il magnesio è uno ione minerale indispensabile per ottimizzare l’assimilazione del calcio, pertanto una carenza del primo provoca necessariamente una diminuzione nell’assorbimento del secondo.
Come conseguenza si può avere la formazione di calcoli renali, la cui composizione nella maggior parte dei casi dipende proprio da ossalato di calcio. Infatti quando questo ione non viene assorbito correttamente, rimane in circolo e viene utilizzato in maniera anomala entrando nella composizione dei calcoli.
Per evitare tale situazione è opportuno assumere cibi contenenti una buona quantità di magnesio, come ad esempio i semi oleosi, i legumi e le verdure a foglia verde.

3. Bere poca acqua

Il bilancio idrico dell’organismo dipende dalla quantità di acqua che viene introdotta nelle ventiquattro ore. Tale valore non deve essere mai inferiore ai due litri di liquido al giorno, per assicurare una corretta filtrazione renale.
Quando si beve poca acqua, le tossine circolanti tendono a concentrarsi nel sangue e di conseguenza ad affaticare il rene che è costretto a filtrarle per eliminare i potenziali danni da esse provocati.
Anche in questo caso l’affaticamento della funzionalità renale può comportare numerosi disturbi che si manifestano a livello clinico con un incremento della concentrazione di creatinina.

4. Consumare troppo sale

Il sale da cucina (cloruro di sodio) è uno dei principali nemici dei reni, in quanto una quantità elevata di questo composto presente in seguito a un’alimentazione scorretta, contribuisce all’aumento della pressione arteriosa (ipertensione di riflesso) e quindi a una modificazione delle funzioni renali.
Quando questi organi sono sottoposti ad un superlavoro prodotto dalla pressione alta, il loro metabolismo viene modificato dato che la forza con cui il sangue arriva ai glomeruli renali è troppo elevata e peggiora il processo di filtrazione.
Per questo motivo è necessario privilegiare cibi insipidi, soprattutto quando si soffre di ipertensione.

5. Bevande gassate

Secondo i ricercatori dell’Università di Harvard, esiste una stretta correlazione tra l’assunzione di bevande gassate e la formazione dei calcoli renali.
Basterebbe infatti il consumo di una sola lattina di queste bevande durante le ventiquattro ore per aumentare del 33% il rischio dell’insorgenza dei calcoli.
Alcune ricerche scientifiche condotte dal Pliclinico Gemelli di Roma hanno confermato questa ipotesi, aggiungedo inoltre che l’anidride carbonica contenuta nelle bibite gassate altera il funzionamento dei glomeruli renali in quanto limita la VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare) rendendo più difficoltoso il processo di formazione dell’urina.

6. Abuso di farmaci

Dato che i principi attivi contenuti nei farmaci vengono disciolti nel sangue il quale a sua volta è filtrato dal rene, tutti i residui derivanti dal metabolismo dei medicinali contribuiscono ad affaticare i reni.
Infatti quando questi organi sono sottoposti a un surmenage funzionale causato dalla presenza di farmaci in circolo, di conseguenza possono rallentare i processi di filtrazione glomerulare.
Pertanto sarebbe buona norma cercare di limitare al massimo l’impiego dei rimedi terapeutici, limitandone l’uso ai casi di effettiva necessità.

7. Dieta iperproteica

Quando l’alimentazione è sbilanciata e vengono assunti prevalentemente cibi contenenti proteine, il rene si affatica in quanto viene sottoposto ad un sovraccarico funzionale, dato che il principale prodotto del catabolismo proteico è rappresentato dall’ammoniaca, una molecola tossica che i reni eliminano con notevole difficoltà. Un aumento della concentrazione proteica nel sangue implica quindi un maggiore sforzo operativo dei reni che nel tempo possono subire modificazioni sia anatomiche che funzionali.
Bisogna infine considerare che le proteine sono sostanze complesse formate dall’unione di più amminoacidi e che per essere digerite devono essere scisse nei loro componenti di base.

8. Trascurare le IBU

Le IBU (Infezioni delle Basse vie Urinarie) rappresentano dei disturbi molto comuni comprendenti la cistite, l’uretrite e qualsiasi forma di infiammazione delle parti distali dell’apparato renale.
Trascurando queste malattie che sono prevalentemente di origine batterica, si pongono le basi per consentire la migrazione dei microrganismi patogeni verso i reni, mettendo a rischio la loro funzionalità.
Secondo le più recenti linee guida, una cistite trascurata ha almeno il 40% di probabilità di trasformarsi in una pielonefrite, consistente nell’infiammazione dei reni con insorgenza di elevati picchi febbrili.

9. Non svuotare la vescica

Lo svuotamento vescicale risulta un presupposto indispensabile per mantenere i reni in buona salute, dato che l’urina contiene sostanze tossiche che possono ritornare in circolo, arrivando quindi nuovamente ai glomeruli renali.
Quando si verifica tale situazione, l’apparato renale è sottoposto a un surplus funzionale, dato che deve filtrare una seconda volta sostanze che lo avevano già precedentemente attraversato, consumando un’elevata quantità energetica e soprattutto affaticando i propri meccanismi fisiologici.

10. Bere troppo caffè

La caffeina in eccesso è una sostanza che contribuisce ad aumentare la pressione sanguigna, un fenomeno estremamente dannoso per la funzionalità renale.
Infatti quando il sangue arriva ai reni sottoposto a un’eccessiva forza pressoria, costringe gli organi a lavorare in condizioni di iperattività, consumando molta più energia di quella necessaria.
In queste condizioni è necessario infatti contrastare gli attriti che la circolazione incontra arrivando nei glomeruli renali.
Tutte le volte in cui l’apparato renale è costretto a svolgere le sue funzioni in maniera forzata, subisce un sovraccarico che nel tempo può alterare non soltanto la sua anatomia ma anche la sua fisiologia.

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