Buttate via la cenere del camino? Sbagliatissimo! Ecco i suoi importanti usi.

Cosa c’è di più romantico che starsene seduti davanti al camino a guardare lo scoppiettio della legna che brucia in una fredda giornata invernale? Questo metodo di riscaldamento dal fascino intramontabile crea un’atmosfera calda e accogliente ma fa sorgere il problema della rimozione dei residui della combustione.

Buttare via la cenere del camino è uno spreco perché può essere riutilizzata in tanti modi: è un ottimo fertilizzante e, grazie alla sua elevata alcalinità, ha un forte potere pulente e può essere impiegata per la preparazione di detersivi e saponi biologici. Ecco alcune idee per riciclare la cenere del camino.

Lisciva

Ti sei mai chiesta come le nostre nonne lavassero i panni sporchi? Al posto del detersivo utilizzavano la “lisciva“, un prodotto detergente ottenuto trattando con acqua bollente la cenere del camino o della stufa, che contiene grandi quantità di carbonato di sodio e di potassio. Per preparare la lisciva, oltre alla cenere, ti serve solo un po’ di acqua.

Comincia setacciando la cenere con un colino per eliminare le eventuali impurità, raccoglila in una pentola (purché non sia di alluminio) e ricoprila con 5 parti d’acqua. Porta ad ebollizione e lascia bollire a fiamma bassa per non più di 2 ore, mescolando di tanto in tanto. Spegni e lascia riposare per 12 ore. Al termine dei tempi di riposo, filtra il liquido (la lisciva vera e propria) con un colino ricoperto con un panno di cotone o di lino e travasalo in un contenitore di vetro. Ripeti il filtraggio finché la lisciva non sarà limpida e trasparente. Anche la pasta di cenere rimasta sul fondo della pentola può essere travasata e conservata in un barattolo di vetro. Entrambi i prodotti si conservano inalterati per anni.

La lisciva liquida viene utilizzata per lavare il bucato sia a mano che in lavatrice. È sufficiente aggiungerne 50 g nel catino oppure 100 g nella vaschetta del detersivo in lavatrice per ottenere capi bianchissimi. È molto efficace anche per lavare le stoviglie e, aggiunta al secchio dell’acqua, è un ottimo detergente per i pavimenti.

Un’altra idea è trasferire la lisciva in un contenitore spray, diluirla con dell’acqua e impiegarla per igienizzare sanitari e piastrelle o per sgrassare i fornelli incrostrati. La lisciva diluita può essere usata anche per eliminare aloni e ditate dai vetri. In questo caso basterà diluire un bicchiere di lisciva in 5 litri di acqua, mettere la soluzione in uno spruzzino, nebulizzarla sui vetri e passare un panno. Non occorre risciacquare. La pasta di lisciva viene invece utilizzata per eliminare lo sporco ostinato da pentole e oggetti di rame strofinandola con l’aiuto di una spugna.

Sapone

Dai Paesi del Medio Oriente arriva l’abitudine di aggiungere alla lisciva l’olio d’oliva per ottenere il sapone. Una volta preparata la lisciva, potrai realizzare questo tipo di sapone ecologico e ipoallergenico molto delicato sulla pelle. Per prima cosa metti in una pentola capiente una parte di lisciva e due parti di olio (ad esempio, 100 ml di lisciva e 200 ml di olio). Porta ad ebollizione e fai bollire a fuoco lento mescolando di tanto in tanto fino a quando non otterrai una miscela densa e spumeggiante.

Quando l’acqua sarà evaporata e il mestolo lascerà una scia dietro di sè, spegni il fuoco, versa la miscela negli appositi stampi (non di alluminio), aggiungi alcune gocce dell’olio essenziale che preferisci per dare la profumazione e lascia solidificare per 2-3 giorni. Il sapone ottenuto con la lisciva è un sapone molle; per raggiungere un livello di durezza apprezzabile, una volta tolte dagli stampi, le saponette dovranno stagionare per 2-3 mesi in un ambiente fresco e asciutto.

Fertilizzante

La cenere che si crea dalla combustione della legna è un ottimo fertilizzante. In passato, quando non veniva impiegata per fare il bucato, veniva gettata nel letamaio per migliorare la fermentazione del letame e la disponibilità degli elementi contenuti nella cenere stessa. Essa infatti è ricca di elementi di importanza vitale per le piante tra cui, ad esempio, il potassio, che migliora l’assorbimento dell’acqua e favorisce l’accumulo di zuccheri nei tessuti vegetali, il fosforo, fondamentale per la fase di fioritura e di fruttificazione, e il calcio, che serve a ridurre l’acidità del terreno.

La cenere si presta molto bene per la coltivazione delle bulbose (tulipani, narcisi, ecc) e delle rose, in quanto influenza la loro resistenza a patologie e danni da freddo. È perfetta anche nell’orto, dove rende più gustosi e resistenti al secco pomodori, patate, sedano, cipolle e carote. Può essere usata nella concimazione di fondo, non eccedendo la quantità di 250 g ogni metro quadrato di terreno, e nelle colture in corso, spargendo circa 20 g di cenere ogni metro quadrato. Aggiunta al compost permette di realizzare un fertilizzante di elevata qualità da utilizzare per le fioriere sul balcone oppure in giardino come ammendante.

Sebbene sia un prodotto naturale, fai molta attenzione a non eccedere nelle quantità. La cenere del camino è molto alcalina, una quantità eccessiva potrebbe stravolgere gli equilibri del terreno e provocare danni alle radici delle piante.

In dosi modeste è ottima per correggere il pH del terreno e apporta sicuri benefici. Si raccomanda però di non farne un uso indiscriminato: la cenere aumenta il pH del terreno e non va usata per concimare quelle piante che amano i terreni acidi, come le camelie, le ortensie, le azalee, le mimose, i mirtilli, i rododendri, gli abeti e i castagni. Inoltre, non essendo un concime completo, è necessario integrare la concimazione con azoto e zolfo. Prima di utilizzarla, bisogna avere la certezza che si tratti di cenere derivante dalla combustione di legna pura e che non contenga sostanze nocive come vernici, colle e solventi.

Tenere lontane le lumache

La cenere del camino serve anche a scacciare le lumache. Poiché questi molluschi non riescono ad attraversare la cenere asciutta, distribuendola intorno alla aiuole o alle base delle piante si può realizzare una barriera efficace nel tenere a bada i parassiti, ma che allo stesso tempo non sia pericolosa per gli animali domestici.

Sciogliere la neve e il ghiaccio

La cenere che si deposita nel camino può essere impiegata anche per sciogliere la neve e il ghiaccio perché, come il sale, abbassa la temperatura di congelamento. Può essere cosparsa davanti a casa, nel cortile, sui vialetti, sulla strada e intorno alle ruote dell’auto per favorire la trazione degli autoveicoli. È più efficace se viene cosparsa prima della gelata.

Lucidare l’argenteria

Un altro modo per riciclare la cenere da legno che rimane nei caminetti o nelle stufe è usarla per lucidare l’argenteria annerita o ossidata e farla tornare splendente. Prima di cominciare, setaccia la cenere per eliminare le impurità. Aggiungi un po’ di acqua e succo di limone fino ad ottenere un impasto cremoso che userai per strofinare gli oggetti interessati aiutandoti con una spugnetta o con un panno morbido. Per pulire gli interstizi potrai usare uno spazzolino con setole morbide. Alla fine sciacqua e asciuga con cura.

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