Come abbassare la pressione in pochi minuti: i giusti consigli

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Che cosa si intende per pressione arteriosa

La pressione arteriosa consiste nella forza tramite cui il cuore spinge il flusso ematico nelle arterie che escono dai suoi due ventricoli: da quello sinistro prende origine l’arteria aorta e da quello destro nasce l’arteria polmonare.

Il sangue arterioso viene poi diretto, attraverso i movimenti delle pareti vasali ricche di fibre muscolari contrattili, verso tutti gli organi al fine di mantenere in salute l’ortanismo.

Dato che sono presenti delle resistenze, il cuore deve vincere la loro intensità e pertanto deve imprimere una certa spinta alla massa ematica; il valore di questa forza prende il nome di pressione arteriosa.

Essa dipende sia dalla massa di sangue da distribuire sia dalla capacità contrattile del miocardio, la cui anatomia èp prevalentemente costituita da fibre muscolari.

Il cuore viene considerato un’efficace pompa che, mediante ritmiche contrazioni alternate ad altrettanti rilassamenti, compie un lavoro di notevole entità, poiché si calcola che nel corso della vita esso riesca a pompare quasi 190 milioni di litri di sangue.

La velocità con cui il sangue è introdotto nell’aorta è di circa 50 centimetri al secondo, in conseguenza del fatto che le resistenze da superare sono piuttosto elevate.

Le pareti arteriose vengono efficacemente distese dall’immissione della massa sanguigna, per poi dilatarsi e contrarsi con un ritmo corrispondente alla frequenza del battito cardiaco.

Pressione massima e pressione minima

La pressione arteriosa viene di norma indicata con due valori:
– massima o sistolica;
– minima o diastolica.

Come indica il termine, la pressione massima corrisponde al valore della forza tramite cui il ventricolo si contrae durante la sistole e quindi spinge il sangue nelle arterie.

La pressione minima invece si riferisce al momento in cui il cuore si rilassa durante la fase diastolica ed è in grado di consentire agli atri di riempirsi con il sangue proveniente dal circolo venoso.

In condizioni ottimali il valore della massima sistolica è di 120 mmHg e quello della minima diastolica è di 70 mmHg.
La differenza tra pressione massima e minima viene definita variazione pulsatoria è deve avere un valore di circa 40-50 mm/Hg.

Il valore della pressione arteriosa viene condizionato da vari fattori, tra cui i principali sono la portata cardiaca e le resistenze periferiche, secondo la seguente formula:
pressione arteriosa = portata cardiaca x resistenze periferiche.

Inoltre la pressione arteriosa dipende da altre variabili, che sono:
– ematocrito, corrispondente alla viscosità del sangue prodotta dal rapporto tra la parte corpuscolata e la parte liquida;
– forza contrattile del cuore;
– resistenze periferiche, determinate principalmente dalle vene.

Queste tre variabili sono a loro volta controllate da stimolazioni nervose ed ormonali.
Durante le 24 ore, in seguito alla presenza di ritmi circadiani, la pressione arteriosa subisce modificazioni cicliche, raggiungendo i valori più elevati nelle prime ore del mattino e in quelle del tardo pomeriggio.

Quando i valori della pressione arteriosa superano la soglia massima di 120 mm di mercurio si parla di ipertensione che può essere di vario grado:
– fino a 140 mmHg l’ipertensione è considerata lieve;
tra 140 e 160 mmHg viene definita di media intensità;
– oltre i 160 mmHg è una forma di grave ipertensione.

Quando la pressione minima scende al di sotto del valore fisiologico di 70 mmHg si realizza una forma di ipotensione che può essere provocata da varie cause tra cui alcuni fattori predisponenti come la costituzione organica, l’assunzione di farmaci, lo sforzo muscolare, la stanchezza e lo stress o il brusco cambiamento di baricentro come si verifica nel caso dell’ipotensione ortostatica.
Se la pressione minima scende al di sotto di 50 mmHg può subentrare una forte astenia muscolare che potrebbe precludere uno svenimento.

Cause e sintomi dell’ipertensione

L’ipertensione arteriosa si verifica ogni volta in cui il suo valore supera i 140 mmHg, per la massima, e i 90 mmHg per la minima; si tratta di una condizione patologica molto subdola in quanto nonostante sia in grado di provocare complicanze particolarmente importanti, quasi sempre non mostra sintomi.
Per questo motivo l’ipertensione arteriosa viene spesso denominata killer silenzioso. Questo disturbo può essere di due tipi:
– ipertensione essenziale o primaria;
ipertensione secondaria.

Nel primo caso la malattia non dipende con certezza da un’unica causa ma piuttosto da una combinazione di fattori predisponenti comprendenti sovrappeso, sedentarietà, abuso di sale, di caffè e di alimenti molto conditi, squilibri ormonali, iperattività del sistema nervoso ortosimpatico e predisposizione genetica.

In alcuni casi questo disturbo è collegato ad alterazioni della sfera psico-emotiva come crisi d’ansia, depressione o prolungata esposizione ad agenti stressogeni.

L’ipertensione primaria è una condizione quasi naturale durante la terza età, in quanto più del 90% dei casi interessa anziani oltre i 60 anni.

L’ipertensione secondaria insorge come conseguenza di varie malattie, e pertanto viene diagnosticata molto più facilmente di quella essenziale.

Tra i suoi fattori eziologici ci sono malattie renali, come la glomerulonefrite, malattie cardiache, molte disfunzioni endocrine, soprattutto riferite alla tiroide e alle surrenali, il diabete, anomalie arteriose, in particolare stenosi di arterie di grosso calibro, il lupus eritematoso, la sclerodermia e l’abuso di fumo e alcol.

Numerosi farmaci possono causare questo disturbo, soprattutto se utilizzati per lunghi periodi, tra questi i FANS, il cortisone, gli antidepressivi SSRI, la pillola anticoncezionale, i decongestionanti nasali e gli antitosse e la ciclosporina.

Mentre l’ipertensione essenziale ha un’incidenza di circa il 90% dei casi, quella secondaria è poco diffusa dato che costituisce soltanto il 10% .

Come abbassare la pressione in pochi minuti

L’ipertensione arteriosa è una condizione responsabile di gravi rischi per la salute dell’organismo e che quindi deve essere abbassata il più velocemente possibile.
Esistono alcuni suggerimenti per normalizzare i suoi valori entro pochi minuti.

Bere due bicchieri di acqua per reidratare l’organismo in modo tale da migliorare il funzionamento di tutti gli organi tra cui anche quello di cuore e circolazione.

Mettersi in posizione eretta e camminare per almeno cinque minuti a ritmo moderato, per riattivare il flusso ematico aumentando quindi l’ossigenazione dei tessuti. Anche in questa circostanza le reazioni metaboliche di tutto il corpo vengono ottimizzate e gli indici pressori si normalizzano.

Bere una tisana drenante a base di ippocastano, fucus e ananas, per aumentare l’eliminazione dei liquidi in eccesso, contribuendo in questo modo a sgonfiare le parti declivi del corpo, migliorando il ritorno venoso al cuore e la pressione sanguigna periferica.

Praticare tecniche di rilassamento, mediante esercizi yoga oppure di ginnastica dolce, il cui ruolo è quello di allentare le tensioni muscolari anche a livello delle pareti vasali, per migliorare la circolazione del sangue.

Respirare profondamente, attraverso profonde inspirazioni, la concentrazione di adrenalina e cortisolo nel sangue si normalizza, provocando un rilassamento della tonaca muscolare dei vasi sanguigni e un abbassamento della pressione arteriosa in pochi minuti.

Introdurre alimenti ricchi di potassio, mangiando frutta come le banane o verdura come le patate, ricche di potassio, è possibile ridurre la pressione arteriosa in quanto viene incentivata l’eliminazione del sodio che è uno dei principali responsabili dei picchi ipertensivi.

In generale, un adeguato apporto di frutta e verdura, contribuisce sempre a normalizzare la pressione arteriosa sia per l’elevata concentrazione di acqua che per il notevole contenuto di ioni salini, favorevoli al ricambio idrico dell’organismo.

Bere un bicchiere di latte, il latte contiene un amminoacido essenziale denominato triptofano, che offre la possibilità di rilassare la muscolatura, allentando le pericolose forze tensive. Assumendo un bicchiere di latte tiepido, in pochi minuti le pareti vasali si rilassano e la pressione sanguigna tende ad abbassarsi, fino a raggiungere i valori fisiologici.

Ascoltare un brano di musica classica, secondo numerose ricerche scientifiche, la musica classica contribuisce a diminuire la pressione sanguigna in quanto le lente frequenze delle sinfonie provocano un rilassamento psicofisico particolarmente efficace.

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One Response

  1. Sokol 9 Gennaio, 2020

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