6 sintomi di una carenza di acido folico, e cosa fare a riguardo

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Che cos’è l’acido folico

L’acido folico o vitamina B9 è un composto essenziale per la vita dell’organismo vivente, in quanto partecipa alla sintesi degli acidi nucleici, rendendo possibile la riproduzione delle cellule.
Più che di acido folico sarebbe giusto parlare di folati dato che esiste un intero gruppo di sostanze caratterizzate da una struttura biochimica e una funzionalità biologica del tutto simile a quella dell’acido folico.

Inizialmente sotto forma di provitamina, il composto viene poi trasformato nella sua forma più assimilabile denominata appunto acido folico.
L’attributo “folico” deriva dal fatto che questa sostanza si trova principalmente nelle foglie di alcuni vegetali verdi, soprattutto gli spinaci. Inoltre è presente abbondantemente nel fegato, in quasi tutti i cereali e nel lievito di birra.

Una volta assorbito dall’intestino esso passa al fegato dove viene trasformato in acido folinico, in grado di essere distribuito a tutto l’organismo.
L’importanza vitale dell’acido folico è ricollegabile alla sintesi di emoglobina (la componente di base dei globuli rossi), di acido glutammico e di metionina, amminoacidi necessari per il corretto funzionamento del sistema nervoso.
Il fabbisogno giornaliero di acido folico nell’individuo adulto è di circa 200 microgrammi, una quantità che viene facilmente raggiunta in un regime alimentare equilibrato e vario.

In che cosa consiste la carenza di acido folico

La carenza di acido folico è una situazione che si verifica abbastanza di frequente, in particolare durante la terza età oppure nel periodo gestazionale della donna.
Oltre ad essere provocata da un regime dietetico scorretto in quanto povero di vegetali freschi, la sua presenza dipende da un’elevata assunzione di alcol oppure dall’insorgenza del morbo celiaco, che contribuisce ad aumentare la sua eliminazione.

Dato che l’esposizione alla luce solare diminuisce la concentrazione di acido folico negli alimenti, poiché il composto appartiene alla categoria delle vitamine termolabili, chi si nutre con verdure troppo cotte oppure che sono rimaste per molto tempo esposte alla luce, può mostrare segni di carenza di folati.

6 sintomi della carenza di acido folico

1. Astenia

Quando l’organismo non può disporre di una fisiologica concentrazione di acido folico, l’organo bersaglio che ne risente principalmente è rappresentato dall’apparato muscolare che non è più in grado di funzionare a ritmi normali. Come conseguenza si determina un eccessivo affaticamento tutte le volte in cui il muscolo compie un lavoro anche di minima intensità. Il fenomeno è collegato principalmente alla scarsa disponibilità di ATP che provoca un notevole e improvviso affaticamento muscolare.

2. Inappetenza

Quando la concentrazione di vitamina B9 è inferiore alla soglia minima, il centro encefalico dell’appetito subisce un rallentamento funzionale le cui conseguenze si manifestano con una marcata diminuzione dello stimolo della fame. La disappetenza che ne consegue è quindi soprattutto di natura nervosa, dato che l’appetito è controllato da un meccanismo a feedback tra i recettori sensoriali e l’attività del centro del cervello.

3. Apatia e difficoltà di memoria

Anche a livello psicologico la carenza di folati ha un impatto decisamente significativo, in quanto in caso di carenza di questi composti l’individuo non mostra interesse nei confronti dell’ambiente esterno, non riesce a concentrarsi nè a memorizzare, fa fatica a relazionarsi con il prossimo e può mostrare sindromi depressive e ansiose. Tali manifestazioni dipendono in ultima analisi dal deterioramento globale del metabolismo, che influenza non soltanto le funzioni organiche ma anche quelle psichiche.

4. Alterazioni del ritmo sonno/veglia

Le persone carenti di vitamina B9 soffrono spesso di insonnia. Secondo numerose ricerche scientifiche questo fenomeno dipende da un’ipereccitazione delle sinapsi neuronali che producono melatonina, l’ormone preposto al controllo del ritmo circadiano.

5. Ulcerazioni del cavo orale

Una delle manifestazioni più tipiche della carenza di acido folico è rappresentata dall’insorgenza di piccole ulcerazioni sulla mucosa orale, spesso in prossimità dell’apertura boccale.
La caratteristica del disturbo è di mostrarsi particolarmente resistente a qualsiasi tipo di terapia, tendendo a rimanere sulla superficie della bocca per lungo periodo. Tutte le volte in cui un individuo mostra queste piccole piaghe, è sempre plausibile indirizzare la diagnosi verso la carenza di folati.

6. Anemia megaloblastica

La manifestazione più emblematica della mancanza di vitamina B9 si concretizza nell’anemia megaloblastica, consistente nella presenza di eritrociti di grandi dimensioni con un basso contenuto di emoglobina. Questo disturbo si spiega col fatto che la sintesi di emoglobina ha bisogno di vitamina B9 per potersi completare, e quindi in sua carenza non può venire portata a termine correttamente.

Dato che una frazione di acido folico viene assorbita a livello intestinale, in seguito a terapie antibiotiche prolungate può succedere che la modificazione della flora batterica alteri l’assimilazione dei folati. In questi casi è opportuno reintegrare la loro mancanza per avere livelli fisiologici di acido folico.

Cosa fare in caso di carenza di acido folico

L’acido folico, chiamato anche vitamina B9 o folacina, non può essere sintetizzato dall’organimo e deve necessariamente essere introdotto attraverso il regime alimentare.
Dato che questo composto è indispensabile per la replicazione cellulare, la sua carenza provoca conseguenze negative principalmente a livello di tessuti con elevato grado di proliferazione, come ad esempio il midollo osseo.

Questo spiegherebbe il motivo per cui l’inadeguata concentrazione di folati nell’organismo provoca l’insorgenza di anemia megaloblastica.
Per evitare fenomeni di carenza di folati, è necessario attuare alcune precauzioni di natura dietetica.
Innanzi tutto bisogna aumentare il consumo di verdure a foglia verde, come spinaci, crescione, bietola, cicoria, cime di rapa, rucola e radicchio.

Anche i cereali integrali e i legumi sono alimenti da consumare con abbondanza soprattutto alternandoli tra loro.
Quasi tutta la frutta contiene elevate percentuali di folacina, e dovrebbe essere introdotta senza alcun procedimento di cottura, in quanto la perdita di vitamina B9 in seguito a contatto con elevate temperature può variare dal 50 fino al 95%. Non soltanto la cottura ma anche l’ammollo prolungato dei vegetali è in grado di far diminuire la concentrazione dei folati.

Pertanto il rimedio principale per garantire una concentrazione fisiologica di questi composti, è quella di consumare verdure preferibilmente crude e lavate velocemente.
Per quanto riguarda i cereali, essi dovrebbero venire consumati almeno tre volte alla settimana, privilegiando quelli integrali, soprattutto orzo, farro, miglio, avena, grano saraceno, segale, kamut e il comune riso integrale.
Anche per questi alimenti sarebbe preferibile una cottura non troppo prolungata, in modo tale che i chicchi si mantengano sodi e sgranati e contenenti un’elevata concentrazione di folina.

I legumi più indicati in casi di carenza da acido folico sono i fagioli borlotti, i ceci, le lenticchie rosse, i piselli e la soia, particolarmente indicata anche per l’elevato contenuto proteico che facilita la sintesi degli elementi utili al metabolismo.

In alcuni casi può essere necessario completare il regime nutritivo con integratori di acido folico, soprattutto in gravidanza o nella terza età. In queste due fasi della vita infatti il notevole aumento del fabbisogno giornaliero di acido folico non può venire assicurato dalla normale alimentazione. Solitamente gli integratori di acido folico comprendono anche altre vitamine del gruppo B, come l’importantissima vitamina B12.

Secondo le più recenti linee guida, l’attività sinergica delle diverse vitamine del gruppo B si potenzia vicendevolmente, aumentando moltissimo l’efficacia di questi composti.
In ambito nutrizionistico gli integratori a base di acido folico contengono solitamente elevate concentrazioni del composto per facilitare il suo assorbimento. Anche nel regime alimentare vegetariano e ancor più vegano l’acido folico deve essere integrato con un adeguato apporto farmacologico visto che non vengono consumati alimenti contenenti questa sostanza.

In alcuni casi si è visto che l’estratto di bucce di limone sottoposte a particolari procedimenti farmacologici contengono fino a 400 microgrammi di acido folico che è il dosaggio giornaliero indicato in caso di stati carenziali.

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