Proprietà e benefici della biotina

La biotina è conosciuta con nomi diversi: vitamina B7, B8 o vitamina H. Comunque la si chiami, è un’importante vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B, fondamentale per il benessere di pelle e capelli e per il funzionamento del sistema nervoso. È anche un coenzima coinvolto nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi.

La vitamina H fu scoperta alla fine degli anni ’30 da un ricercatore che stava sperimentando una dieta ad alto contenuto di bianco d’uovo crudo sui ratti. Dopo poche settimane nei roditori cominciarono a manifestarsi dermatiti, emorragie cutanee, perdita di pelo, arti paralizzati, diminuzione di peso e, infine, morte. Ciò non avveniva se gli albumi erano cotti. I sintomi comparsi nei topi erano dovuti a deficit di biotina e a causarla era stata una sostanza contenuta nella chiara d’uovo cruda che inibisce l’assorbimento di questa importantissima vitamina.

Il nostro corpo non è in grado di sintetizzare la biotina, perciò è necessario introdurla con l’alimentazione. Scopriamo insieme tutte le proprietà e i benefici della biotina, quali sono i sintomi della carenza e gli alimenti da assumere per coprire il fabbisogno giornaliero.

Benefici e proprietà della biotina

Le proprietà e i benefici della biotina sono numerosi ed essenziali per la salute e il benessere della persona. Ecco quali sono i principali.

Metabolismo

La biotina funge da coenzima di numerosi enzimi necessari per una serie di reazioni metaboliche che avvengono nel fegato. In particolare, viene utilizzata da quattro importanti carbossilasi coinvolte nel metabolismo intermedio:
– la piruvato carbossilasi nella “gluconeogenesi” (conversione di un composto non glucidico in glucosio in caso di necessità, come in condizioni di digiuno o durante un intenso sforzo fisico);
– la propionil CoA carbossilasi per il metabolismo del propionato;
– la metilcrotonil CoA carbossilasi per il metabolismo degli aminoacidi ramificati;
– l’acetil CoA carbossilasi nella sintesi degli acidi grassi.

Questa vitamina partecipa alle reazioni di sintesi degli acidi grassi e dell’acido nucleico, al metabolismo degli aminoacidi e alla formazione del glicogeno affinché venga convertito in energia utilizzabile. I crampi muscolari possono essere il campanello d’allarme di una carenza di biotina, che riflette l’incapacità del corpo di utilizzare lo zucchero in modo efficiente.

Diabete

L’integrazione alimentare con biotina e cromo picolinato è in grado di mantenere adeguati livelli di zucchero nel sangue in pazienti con diabete di tipo 2, aiutando il corpo a ridurre la resistenza all’insulina. Può quindi essere utile per rendere più efficaci le terapie convenzionali.

Cuore

Grazie al suo ruolo nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati, la biotina ha mostrato risultati positivi nell’aumento del colesterolo buono e nella diminuzione di quello cattivo. Un’integrazione con la biotina può essere di giovamento in pazienti suscettibili a malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Pelle, capelli e unghie

È stato appurato che i migliori integratori per capelli e unghie siano quelli a base di biotina e zinco, sostanze fondamentali per la costituzione del capello e delle mucose. Stando ad un recente studio effettuato su un campione di 541 donne che lamentavano la perdita di capelli, il 38% delle partecipanti mostrava scarsi livelli di biotina. Questa vitamina è quindi un ottimo alleato nella prevenzione e nella cura della calvizie: favorisce il rinfoltimento e il rafforzamento dei capelli sottili e fragili e ne rallenta la caduta.

Oltre alla caduta dei capelli, la carenza di vitamina H provoca alterazioni della cute (desquamazioni) e fragilità delle unghie. Ciò dimostra che la pelle ha bisogno di biotina per essere più tonica ed elastica, nonché per prevenire la comparsa delle rughe. Ecco perché come integratore è un’ottima soluzione per aiutare la pelle a mantenersi distesa e idratata e per prevenire spiacevoli inestetismi cutanei come secchezza e screpolature. Inoltre, la microscopia elettronica ha confermato un aumento dello spessore e della resistenza delle unghie associato al consumo quotidiano di biotina per sei mesi.

Acne

La biotina è di giovamento anche nel trattamento dell’acne in quanto aiuta a regolarizzare la produzione di sebo a livello cutaneo.

Gravidanza e allattamento

La biotina è una vitamina importante per la crescita cellulare, e, di conseguenza, per lo sviluppo del feto, ecco perché il fabbisogno di questa importante vitamina aumenta in gravidanza e durante l’allattamento. Per la replicazione del DNA e il catabolismo delle carbossilasi, le cellule fetali hanno bisogno di vitamina H, la cui disponibilità dipende esclusivamente dall’integrazione dietetica materna. Da alcuni studi è emerso che durante la gravidanza si assiste ad una diminuzione del livello di biotina che può essere riportato a valori normali attraverso una supplementazione necessaria a rispondere all’aumentata richiesta di vitamina H da parte del feto e al ridotto apporto con la dieta.

Poiché durante i primi mesi di vita il latte materno costituisce l’unico alimento per il neonato, è indispensabile che l’alimentazione della madre contenga tutti i nutrienti essenziali di cui il lattante ha bisogno. Per questa ragione è importante che la mamma assuma quantità adeguate di biotina non sempre raggiungibili con la dieta.

Carenza di biotina e fonti alimentari

Una carenza di biotina è piuttosto rara visto che si trova in molti alimenti sia di origine animale che di origine vegetale ed è prodotta anche dai batteri intestinali. Tuttavia vi sono alcuni fattori che ne influenzano l’assorbimento. L’albume crudo, ad esempio, contiene una proteina, l’avidina, che ne limita drasticamente l’assorbimento a livello intestinale. Uno stato carenziale si potrebbe verificare nei soggetti che mangiano grandi quantità di uova crude, nelle persone che seguono una dieta a basso tenore calorico e nelle donne in gravidanza. Anche gli antibiotici e i sulfamidici, alterando la flora batterica intestinale, riducono la quota da essa sintetizzata.

La carenza di biotina può dare origine ad affaticamento, depressione, insonnia, nausea, infiammazione della lingua, perdita di tono muscolare e crampi ed è strettamente correlata ad alcune alterazioni cutanee e alla perdita di capelli. Una volta accertato l’effettivo deficit corporeo, può essere assunta attraverso degli integratori sotto indicazione medica oppure ricavata aumentando il consumo di alcuni alimenti. Tra i cibi che forniscono la vitamina B7 ci sono il tuorlo d’uovo, il pesce, i latticini, la carne di vitello, il pollo, il riso integrale, il fegato, il lievito di birra, i semi oleosi (noci, mandorle, nocciole, ecc.), i cavolfiori, i broccoli, i funghi e gli spinaci (nei vegetali la biodisponibilità è più bassa).

Il fabbisogno giornaliero raccomandato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana oscilla tra i 7 microgrammi di biotina per i lattanti e i 35 mcg per le donne in gravidanza o in allattamento, mentre l’apporto giornaliero ammesso in Italia per gli integratori alimentari è di 0,450 mg.

Non sono noti effetti collaterali dovuti ad un’elevata assunzione di vitamina H. La biotina è una vitamina idrosolubile; ciò significa che il corpo non ne costituisce delle riserve ma ne espelle velocemente la quantità in eccesso mediante le urine, perciò è difficile che si manifestino accumuli tossici nell’organismo.

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