Quali sono i cibi che fanno ingrassare secondo il Dr. Franco Berrino

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Alimentazione e dieta

La dieta è un regime alimentare indispensabile per assicurare benessere e salute all’organismo, garantendogli tutti i principi nutritivi di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza. Per mantenere invariate le proprie capacità funzionali, ogni individuo deve alimentarsi in maniera corretta, consumando quotidianamente la razione di cibo adatta per lui in rapporto al tipo di vita che conduce (e quindi al fabbisogno calorico), all’età, al sesso e allo stato di salute.

Queste variabili rappresentano altrettanti discriminanti per impostare un regime dietetico personalizzato. Una volta introdotti, gli alimenti vengono prima digeriti e solo le sostanze utili all’organismo vengono poi assimilate per passare nel sangue.

Una dieta ottimale deve essere equilibrata, variata e contenente preferibilmente prodotti freschi di stagione, in quanto alcuni nutrienti si trovano soltanto nella frutta e verdura fresche. Le sostanze indispensabili al metabolismo sono: – carboidrati (zuccheri semplici e complessi); – lipidi; – proteine; – vitamine; – sali minerali. Un fattore importantissimo per la salute dell’organismo è rappresentato da una giusta idratazione in quanto le cellule, per vivere, devono poter disporre di un’elevata quantità di acqua; sarebbe consigliabile bere almeno 2 litri di liquidi ogni giorno, anche per assicurare il benessere funzionale all’apparato renale.

Il valore calorico di una dieta deve essere uguale a quello dell’energia consumata sotto forma di lavoro e di calore da parte dell’organismo per assicurare che non si verifichino variazioni del peso corporeo. Ogni individuo, infatti, è caratterizzato da un peso ideale (normopeso) che corrisponde allo stato in cui tutte le sue reazioni metaboliche funzionano in maniera ottimale; quando le entrate caloriche sono inferiori al loro consumo si verifica una perdita di peso (dimagramento); quando al contrario tali entrate sono superiori si verifica un aumento di peso (ingrassamento); il fabbisogno calorico giornaliero di un individuo in normali condizioni fisiologiche è stimato tra 2500 e 3000 calorie.

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Regime dietetico ipocalorico

In caso di sovrappeso è sempre consigliabile alimentarsi secondo un regime dietetico ipocalorico consistente nell’introduzione di un numero di calorie inferiore a quelle utilizzate; in tal modo l’organismo viene spinto a consumare parte di quelle accumulate, favorendo il ripristino del normopeso.

La dietologia si occupa di tutte le problematiche inerenti al rapporto tra alimentazione e salute dell’individuo; quando si verificano delle anomalie del peso corporeo è sempre consigliabile rivolgersi ad un esperto del settore che sarà in grado di impostare un corretto schema alimentare, eliminando tutti i cibi il cui consumo sta alla base delle variazioni ponderali.

Ricerche del Dr. Franco Berrino in ambito dietetico

Il dottor Franco Berrino è un illustre medico, epidemiologo e patologo specializzato nella prevenzione del cancro, che per molti anni ha prestato servizio presso l’Istituto dei Tumori di Milano dove ha coordinato il “Progetto Diana” sulla relazione che intercorre tra alimentazione ed insorgenza dei tumori.

Le sue ricerche scientifiche hanno analizzato lo sviluppo dei carcinomi correlandolo alle abitudini alimentari ed al livello di alcuni ormoni circolanti, al fine di studiare una corretta azione preventiva. Secondo il dottor Berrino, le principali cause di obesità scientificamente dimostrate, sono da ricercarsi nei seguenti alimenti: – patatine, per il loro elevato contenuto di grassi; – coca-cola e tutte le bevande zuccherate, come i succhi di frutta ed altro, in quanto l’organismo non si accorge di assumere calorie se introduce zucchero sotto forma liquida; – cibo dei fast-food, per l’alto contenuto di grassi di origine animale; – alimenti iper-proteici, come carne e formaggi in quanto un’eccessiva introduzione di proteine, secondo una scoperta abbastanza recente, rappresenta una probabile causa di obesità; – cibi ad alta densità calorica, come nutella e merendine.

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Sono invece associati ad una riduzione di peso i seguenti alimenti: – verdure; – noci, noccioline, nocciole; – frutta; – cereali integrali. Nel 2002 è stato pubblicato un volume dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) che analizza il rapporto intercorrente tra obesità e cancro ed è stato rilevato che esiste un rapporto tra sovrappeso ed incidenza delle neoplasie in quanto le persone obese si ammalano di più. In uno studio del 2001 sull’obesità infantile negli Stati Uniti è stato evidenziato che, a parità di peso ed altezza rilevati all’inizio della ricerca, con il medesimo stile di vita, il rischio che un bambino diventi obeso aumenta del 60% per ogni lattina di bevanda zuccherata aggiunta al cibo quotidiano.

Secondo gli studi del dottor Berrino, quello che fa aumentare il peso non sono tanto i grassi quanto le proteine; in tutti i paesi, le persone che introducono più proteine sono quelle che ingrassano maggiormente dato che chi mangia molti grassi o zuccheri acquista peso in quantità minore rispetto a chi mangia elevate quantità di proteine.

Questa constatazione può stupire, poiché siamo abituati a credere che il dietologo, per farci dimagrire, ci prescriva una dieta unicamente basata sul consumo di proteine magre (carne senza grassi, bresaola e prosciutto magro); si tratta di un regime alimentare iperproteico, che significa che oltre il 40% delle calorie provengono dalle proteine, sul totale delle calorie ingerite al pasto.

Seguendo tale dieta le persone osservano una perdita di peso a breve termine (uno o due mesi), mentre ingrassano nuovamente non appena la sospendono. Il meccanismo con cui le proteine fanno dimagrire mediante tali diete iperproteiche “estreme” dipende dal fatto che, durante la digestione delle proteine, si formano delle sostanze tossiche chiamate “corpi chetonici” che avvelenano il centro dell’appetito, facendo diminuire la percezione della fame. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) soltanto un 8% delle calorie deve provenire da fonti proteiche, mentre nel mondo occidentale, mediamente, questo valore raddoppia in quanto circa il 15% delle calorie ingerite deriva dalle proteine.

Quando tale percentuale si avvicina al 20%, l’individuo incomincia ad accumulare peso. Pertanto chi mangia molte proteine ingrassa di più; chi è magro acquista peso e chi è già sovrappeso mostra una maggiore tendenza all’obesità. Se i bambini, durante lo svezzamento ed il periodo di transizione fino ai 2 anni fanno una dieta ricca di proteine, molto probabilmente a 9-10 anni diventeranno obesi.

Si è constatato che quelli allattati al seno mantengono un normopeso poiché nel latte materno soltanto il 7% delle calorie deriva dalle proteine, al contrario del latte artificiale o vaccino che ne contengono percentuali decisamente maggiori. Il latte materno ha poche proteine e molti grassi, a differenza di quelli artificiali.

Il dottor Berrino ha anche evidenziato come una dieta iperproteica faccia aumentare i fattori di crescita, come IGF-1, che favorisce la moltiplicazione cellulare ed in particolare quelle del tessuto adiposo; pertanto il bambino potrà sviluppare obesità se mangia troppo, abitudine molto diffusa nel mondo occidentale. Infatti nel suo organismo sono presenti numerosi pre-adipociti che, in caso di sovralimentazione, si trasformeranno in adipociti.

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  1. Alessandro Guizzardi Luglio 26, 2019

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