Quali sono gli insegnamenti del Tao

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Che cos’è il Taoismo

Il Taoismo è uno dei tre grandi insegnamenti filosofici e spirituali cinesi, che comprendono (oltre a quest’ultimo, chiamato anche daoismo) il buddhismo e il confucianesimo. Rispetto a questi si caratterizza per il fatto di non rappresentare un corpo unitario di norme e quindi è privo di luogo e data di nascita.

Il Taoismo ha preso gradualmente forma, combinando in momenti diversi insegnamenti fondati su varie rivelazioni originarie. Tuttavia un testo fondamentale di questa disciplina è lo scritto di Lao-Tzu risalente al sesto secolo a.C., considerato come un avatar (personificazione) della divinità. Si tratta di insegnamenti che vengono visti come un punto di riferimento imprescindibile. Infatti si ricorda che il Taoismo ha apportato al patrimonio culturale cinese alcuni elementi come lo Yin, lo Yang e il Qi.

Il Tao è il principio unico che sovrintende all’ordine del mondo e ne costituisce la naturale base metafisica. A questo concetto appartengono le motivazioni e i sentimenti umani, sia quelli negativi (come l’odio e il rifiuto) che quelli positivi (ad esempio il desiderio e l’empatia). Grazie a queste emozioni il Tao può agire nella storia.

Le caratteristiche del Tao sono:
– si tratta di un principio acosmico, che rifiuta una vera e propria definizione e la reificazione. Da questo punto di vista la via da percorrere non deve avere necessariamente una coerente concettualizzazione, come avviene spesso nel mondo moderno;
non possiede una finalità e un momento di creazione;
– è assolutamente implicito e, di conseguenza, non possiede un carattere personale;

– non è in antitesi con il mondo;
– possiede un carattere sincretico perché integra insegnamenti differenti provenienti da una miriade di fonti, ad esempio il Buddhismo Chán e lo sciamanesimo;
– considera come la migliore guida possibile la spontaneità, rifiutando al tempo stesso un comportamento privo di regole, sentimenti quali l’arroganza oppure la sopraffazione e la violenza e i confronti delle altre persone;
– si pone in maniera autonoma e distinta rispetto agli altri insegnamenti e discipline;

– a differenza del confucianesimo e di altre dottrine cinesi, non prescrive chiari codici comportamentali, ponendo al centro un meccanismo di autoregolazione del comportamento e delle emozioni umani che segue le regole della natura. Questo motore può attivarsi e svolgere senza contrasti la propria opera soltanto se lo si lascia agire in modo spontaneo, senza fargli fretta oppure violenza;
– esalta il wei-wu-wei. Anche per il fatto che il meccanismo regolatore può funzionare soltanto se le persone non tentano di interferire, il Taoismo sottolinea l’importanza dell’azione senza azione e condanna l’attività;
– proprio come il buddhismo, condanna i desideri. L’obiettivo e la massima felicità degli esseri umani consiste nel raggiungere uno stato in cui non si provano più i desideri.

Gli insegnamenti del Tao per affrontare persone dal carattere difficile

Gli insegnamenti del Tao sono adatti anche a essere applicati alla vita quotidiana moderna. In particolare risultano essere molto utili in determinate situazioni, ad esempio per affrontare e proteggersi dalle persone difficili. Si tratta di insegnamenti volti a raggiungere una condizione di pace e serenità e quindi non si viene turbati oppure influenzati negativamente dalle sensazioni ostili che provengono dalle persone che si incontrano.

Ciò che prescrive Lao-Tzu consiste in:
mantenere sempre la serenità. Si tratta di un atteggiamento che consente di avere una mente tranquilla alla quale si arrende l’intero universo. Le persone tossiche e difficili possono danneggiare gli altri solo perché questi ultimi danno ai primi la possibilità e il potere di farlo. Infatti le persone difficili hanno un’influenza negativa sugli altri perché sono in grado di scatenare in loro una reazione emotiva con le loro parole e atteggiamenti.

Si tratta di una risonanza istintiva che si attiva ogni volta che un commento oppure un determinato comportamento interagisce con i pulsanti interni della gente. Per contrastare questa reazione è necessario, invece, mantenere la calma, svuotare la mente dalle emozioni negative (ad esempio, malumore, rabbia, collera, amarezza) e respirare profondamente.

Un’idea è rappresentare la propria mente oppure il proprio organismo come una casa dalle finestre aperte per il ricircolo dell’aria ed evitare quindi che ristagni e diventi pesante. Si tratta di affidare le emozioni e i pensieri alla stessa naturale corrente, evitando di essere legati ad essi e permettendo che se ne vadano proprio nello stesso modo in cui sono venuti;

rispondere in maniera intelligente anche quando la domanda non lo sia oppure sia poco rispettosa. Il consiglio è quindi di non porsi allo stesso livello delle persone fastidiose e irritanti, non rispondendo agli attacchi ma mantenendo la propria serenità. In questo modo non si rimane destabilizzati dal punto di vista emotivo e non si viene manipolati. Infatti secondo i principi del Tao la violenza e l’ira sono esattamente come un boomerang.

Anche se vengono messe in pratica con le migliori intenzioni i risultati sono sempre controproducenti perché non si riesce a controllare le proprie emozioni, valutare quali sono i pro e i contro di un comportamento, considerare attentamente e in maniera razionale la situazione. Secondo gli insegnamenti taoisti abbassarsi al livello delle persone difficili significa non essere più in grado di scegliere quale strada percorrere perché si perde il controllo della situazione in quanto lo si cede all’altro. Infatti reagendo è il proprio interlocutore a decidere quali siano le risposte;

– la vita deve essere come un fiume che fluisce naturalmente e spontaneamente senza resistere. Questa similitudine viene usata spesso in questa disciplina come insegnamento su come sia possibile vivere evitando conflitti e lo stress. La resistenza agli eventi significa opporsi all’armonia delle cose, così come il confronto e la lotta. L’idea è che il nemico non abbia ragione di esistere se non gli si oppone qualcosa contro cui lottare.

Applicando questo concetto alla vita di tutti i giorni si capisce come non valga la pena di impegnarsi in discussioni il cui scopo è la destabilizzazione degli altri. Prestando attenzione a comportamenti oppure commenti disturbanti si rafforza semplicemente la persona che li mette in atto. Ignorarli, invece, significa al tempo stesso non sottomettersi a loro ed evitare di alimentarli, lasciando che tutto ritorni alla tranquillità. Si tratta dello stesso concetto che, secoli dopo, è stato teorizzato in psicologia con il nome di principio di estinzione;

non essere prigionieri di ciò che pensano gli altri perché ci si preoccupa sempre di ciò che pensano. Le persone difficili e irritanti sono in grado di destabilizzare gli altri perché riescono a conoscere quali sono i punti sensibili da toccare oppure come creare danni emotivi. Rimuginare su questi atteggiamenti e parole impedisce di disconnettersi dalla situazione creata e di rimanere legati ai propri avversari. Proprio per questo motivo è bene non dare un’importanza maggiore di quella che hanno alle persone difficili e ai loro comportamenti;

– essere come il bambù. Si tratta di una similitudine che consente di affrontare anche le situazioni più impervie perché il bambù, anche se apparentemente debole, può resistere alle forti raffiche di vento a differenza di quanto accade con gli alberi robusti. La forza del bambù è appunto la flessibilità, che porta a soffrire meno danni e a piegarsi per poi ritornare nella posizione originaria una volta che il momento di difficoltà oppure di attacco sia passato.

Cedere oppure cadere non è un segno di debolezza, bensì una possibilità per migliorare le proprie capacità di resilienza e la propria forza interiore, che si basa sullo stato di calma e serenità raggiunto. I vantaggi che si ottengono con questa tattica sono numerosi: da un lato si ha il tempo per riflettere su quale sia la situazione e quale sia la soluzione migliore da mettere in atto. In secondo luogo è possibile usare a proprio favore gli attacchi altrui e quindi si esce dal confronto rafforzati dalle avversità affrontate.

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