Quali sono i Sintomi dell’Alzheimer: non solo stanchezza cronica

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Definizione

Il morbo di Alzheimer costituisce una particolare tipologia di demenza la cui progressività conduce a lungo andare alla perdita delle capacità cognitive. Nelle fasi più acute della malattia, il paziente riscontra difficoltà anche nel compiere i gesti apparentemente più semplici, per una quotidianità che in questo modo verrà pian piano compromessa.

Ai giorni nostri, ancora ignote risultano essere le cause scatenanti siffatta affezione. In base a ciò che diverse ricerche hanno nel corso degli anni affermato, numerosi sono i pazienti vittime di danni a livello cerebrale ben prima della comparsa della malattia stessa. Se è vero che gli ammassi vedono la loro sintesi nella frazione centrale più profonda del cervello, è altrettanto vero che le placche sono tuttavia identificabili nelle zone superficiali.

La genesi di entrambe porta ad una perdita della funzionalità delle cellule cerebrali considerate sane, le quali non comunicando più reciprocamente cessano di vivere. Una simile fase degenerativa si propaga man mano nel segmento del cervello deputato alla memoria: l’ippocampo. Una morte sempre più estesa dei neuroni sarà direttamente proporzionale ad un rimpicciolimento del cervello, la cui superficie tenderà quindi ad apparire più piccola.

Malgrado non sia stato ancora circoscritto il fattore scatenante principale, sembra che nella comparsa del morbo di Alzheimer concorrano tra loro fattori come:
– l’ereditarietà;
– gli aspetti prettamente ambientali;
– i fattori concernenti lo stile di vita.
Trattandosi di un elemento assai variabile da persona a persone, la quotidianità, insieme allo stile di vita che ne caratterizza ciascun momento, influisce più o meno marcatamente sul decorso di codesta patologia.

Ma quali sono i sintomi? Quali potrebbero essere i disturbi che è bene non sottovalutare? Precisando anticipatamente che ogni eventuale diagnosi deve essere delegata al tuo medico curante, in seguito ti verranno elencati tutti quei fattori che concorrono a comporre la sintomatologia del morbo di Alzheimer.

La memoria che non c’è più

Tra i sintomi maggiormente riscontrati vi è la graduale perdita di memoria dell’individuo. Ad essere dimenticati sono in maniera particolare tutti quegli eventi avvenuti recentemente. Segnali aggiuntivi possono essere constatati non solo nella difficoltà a ricordare le date, ma anche nella formulazione continua dei medesimi interrogativi. Il tutto senza trascurare il ricorso sempre più imprescindibile ad ausili artificiali che possano aiutare a non dimenticare cose di primaria importanza, come quelli di tipo elettronico, o a componenti del nucleo familiare che facciano da sussidio nello svolgimento di azioni quotidiane che con il passare del tempo diventano quasi impossibili.

Attività giornaliere difficoltose

Come appena accennato, per una persona affetta dal morbo di Alzheimer anche il gesto apparentemente più semplice potrebbe divenire pericoloso e frutto di uno sforzo non commisurato alla sua immediatezza. Volendo citare un caso prettamente esemplificativo, potrebbe capitarti di dimenticare di servire una qualsivoglia portata in tavola. Un malato di Alzheimer, al contrario, non solo farebbe lo stesso, ma dimenticherebbe addirittura di averla cucinata. A queste persone sfuggono anche cose la cui ripetizione continua condurrebbe ad uno sforzo cognitivo non troppo gravoso, come le regole di un gioco da tavola. Non di rado, a fare capolino sono inoltre difficoltà di concentrazione, con i malati che impiegano tanto tempo prima di portare a compimento qualsiasi scelta.

Linguaggio frammentario ed impreciso

Tra i sintomi più difficili da accettare, soprattutto per chi come te potrebbe vivere a stretto contatto con il malato, vi è la difficoltà di quest’ultimo nell’esprimere idee e concetti, i quali vengono frequentemente ripetuti o non di meno bloccati da lapsus improvvisi. Per gli uomini e le donne affetti da Alzheimer, poco agevole risulta anche seguire colloqui e conversazioni, ai quali si partecipa ripetendo a più intervalli i medesimi concetti o, nella peggiore delle ipotesi, stoppando i propri interventi senza sapere cos’altro pronunciare.

Variazioni di umore

Esattamente come la capacità esprimersi tramite il linguaggio verbale, altrettanto ridimensionata apparirà anche la stabilità umorale. In altre parole, il profilo caratteriale, così come l’umore, possono essere oggetto a variazioni anche tra loro temporalmente ravvicinate. I pazienti, pertanto, diverranno vittime di crisi d’ansia, stati depressivi, confusione, sospettosità. L’estrema suscettibilità che li colpisce non interessa esclusivamente l’ambiente casalingo, ma anche e soprattutto gli ambiti esterni, come quello lavorativo.

Mancata cognizione di tempo e di spazio

Sovente può capitare di ricordare solo dopo essere arrivati a casa ciò che si voleva realmente acquistare al supermercato. Per un malato di Alzheimer queste dimenticanze varcano verso l’esterno tali frontiere. Essi, infatti, tenderanno e non ricordare persino la strada che conduce verso casa, arrivando fino al punto di non essere al corrente di dove essi si trovino in un determinato momento. In aggiunta alla concezione dello spazio, anche quella del tempo andrà via via ridimensionandosi, fino all’inconsapevolezza completa concernente l’incedere ed il susseguirsi delle stagioni, dei giorni, dei mesi e degli anni.

Perdita di raziocinio

Tutti coloro ai quali è stato accertato il morbo di Alzheimer tasteranno con mano importanti ed evidenti variazioni sia nella capacitò di prendere la decisione migliore in ogni singola situazione sia quindi nel giudicare una cosa come benefica o meno. Dimostrazione lampante proviene da tutte quelle volte in cui ciascuno di loro si trova di fronte a vicissitudini nelle quali è bene saper gestire il denaro. Fin troppo spesso, i malati di Alzheimer sperperano i loro risparmi incorrendo in truffe che possono essere le più disparate. Lo scarso amor proprio si propagherà anche nella pulizia personale, sulla quale attenzione diverrà sempre più residuale.

Rinuncia ad attività lavorative e creative

Ogni malato, con il progredire della malattia, si terrà fuori da tutte quelle attività che nella frazione di vita precedente gli riempiva le ore di ogni giornata. Dal proprio lavoro fino ad arrivare a ciò che veniva svolto nel tempo libero, l’interesse nei confronti di ognuno di tali ambiti scemerà fino a svanire. Il tutto porterà a sua volta verso una socializzazione che, soprattutto nelle prime fasi della patologia, sarà sormontata e fagocitata dalla consapevolezza dell’individuo che qualcosa non vada.

Disturbi del sonno

In ultimo, non in ordine di importanza tuttavia, vi sono i disturbi legati al sonno. La ripetuta volontà, soprattutto nelle persone anziane, di schiacciare un pisolino nel bel mezzo della giornata potrebbe evidenziare qualcosa da dover approfondire, visto che si potrebbe essere in presenza di un disturbo correlato ad una simile affezione. Malgrado tali sonnellini non siano nocivi al benessere cerebrale, essi possono essere la risposta ad insonnia sopraggiunta nelle ore notturne.

Ciò andrà quindi a significare che vi sono problemi associati ad un sonno qualitativamente scarso, terreno fertile per la progressione della malattia. Un recente studio condotto negli Stati Uniti è giunto alla conclusione che chi è affetto da sonnolenza durante il giorno ha maggiori possibilità di esser vittima di accumuli della proteina beta amiloide.

Quest’ultima, esercitando la sua azione nel cervello, facilita la formazione delle placche, responsabili a loro volta della morte delle cellule cerebrali. Ormai assodata è l’opinione dei neurologi, unanimi nel sostenere che i malati di Alzheimer godono di un cattivo sonno. Malgrado questo, altrettanta concordia non vi è in ulteriori aspetti. C’è chi sostiene che siano le stesse placche a comportare il peggioramento del sonno e c’è chi invece asserisce l’opposto, ossia che sia quest’ultimo a creare terreno fertile per le neoformazioni.

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